Nonostante occupi solo l’1% della superficie degli oceani del Pianeta, il Mediterraneo è un mare sorprendentemente vitale che ospita circa il 7% della fauna marina mondiale, con un gran numero di specie endemiche, circa il 30%.
La ragione di questa sorprendente diversità si deve alla posizione del bacino del Mediterraneo, che collega altri sistemi: l’Oceano Atlantico a Ovest, il Mar Nero e il Mar Rosso a Est. Il profilo irregolare delle sue coste e dei suoi fondali, che arrivano fino a 5.000 metri nei punti più profondi, contribuiscono a rendere il contesto ancora più interessante
Questo stesso mare, che ha nutrito le antiche civiltà dell’Europa Meridionale e del Nord Africa, si trova anche al centro di trasformazioni senza precedenti. La crescita della popolazione e i cambiamenti climatici in corso stanno modificando in modo sostanziale il Mediterraneo, alterando gli ecosistemi costieri, le specie marine che lo abitano e quelle che finiscono sulla nostra tavola.
Purtroppo solo il 9% del Mediterraneo è inserito in aree protette e una percentuale molto inferiore è tutelata in modo efficace. Concentrarsi sulle attività di conservazione e tutela è quindi essenziale per la salute di questo mare e delle popolazioni costiere che beneficiano dei suoi servizi.
I progetti LIFE per la tutela del Mediterraneo
Sono diversi i progetti di ricerca che stanno cercando di mitigare i danni di queste alterazioni, raccogliendo nuovi dati sulla biodiversità, oppure lavorando con azioni concrete di conservazione delle specie minacciate o di sensibilizzazione, volte a creare buone pratiche per la gestione delle coste.
LIFE Conceptu Maris: a tutela di cetacei e tartarughe marine
Nel Mar Mediterraneo si possono incontrare regolarmente 8 specie di cetacei e 3 di tartarughe marine. Questi animali carismatici sono i protagonisti del progetto LIFE Conceptu Maris, che impiega metodi innovativi per studiarli, ricorrendo al DNA ambientale e ai traghetti commerciali come piattaforme di osservazione per i ricercatori. Le campagne condotte in mare aperto, nel periodo 2022-2023, hanno prodotto quasi 4000 avvistamenti in mare aperto che sono stati validati nella primavera del 2024. Tra queste ci sono 1462 tartarughe marine, le cui nidificazioni sono in sensibile incremento lungo le nostre coste, ben 890 balenottere comuni, i giganti del Mediterraneo, 61 capodogli, ma anche 140 tra zifi, globicefali e grampi, specie non comuni che dimostrano di avere una distribuzione e preferenze ecologiche ben definite, frequentando soprattutto il margine della scarpata continentale. Per tutte le specie coinvolte, le attività di LIFE Conceptu Maris hanno evidenziato l’importanza di una decina di aree chiave nel Mediterraneo, tra le quali emergono il Santuario Pelagos tra Corsica e Liguria e il Mare di Alboran, compreso tra la Spagna e il Marocco. Le campagne in mare, che proseguiranno fino al 2025, saranno indispensabili per definire un approccio standard per la sorveglianza a lungo termine degli animali e favorire la cooperazione internazionale su procedure concordate per la loro conservazione.